Uno splendido territorio affacciato sul mar Jonio con una natura rigogliosa e ancora incontaminata che si sviluppa nell'arco di pochi chilometri, rappresentativo di identità culturali davvero uniche.
...a contatto con la natura, scoprendo dietro ogni bellezza del territorio sempre qualcosa di nuovo.
Un territorio che trasmette gioia di vivere da scoprire con la curiosità di uno spirito "bambino" .
Conoscere la natura non ha tempo. Profumi ed atmosfere ti colpiranno in qualsiasi periodo dell' anno. | Storia |
|
Non ci sono tracce certe per stabilire l'esatta origine della comunità, a parte il rinvenimento di numerosi sepolcri costruiti con grossi blocchi di tufo (intonacati di rosso), che potrebbero risalire al periodo greco. La maggior parte degli studiosi ritiene che l'attuale Laino sia stata fondata dai superstiti di Lavinium (città romana che sarebbe stata individuata allo scalo di Orsomarso) in fuga dalla malaria e dalla popolazione della bassa e media valle del Lao, scampata agli attacchi dei barbari. Pare comunque che in poco tempo, anche grazie alla posizione strategica che occupava, la città sia diventata potente: coniava monete (i cui simboli erano il vitello, la colomba e l'aquila; ne è stata trovata traccia nelle località S. Gada e S. Primo, in territorio di Laino Borgo) e aveva continui scambi commerciali. Dal IV secolo a. C., però, iniziò un'inesorabile fase di declino, segnata anche dall'incedere dei Lucani, animati da pressanti mire espansionistiche. La città si ridusse ad un villaggio. Le sue sorti iniziarono a risollevarsi soltanto sotto i Bizantini e grazie ai monaci basiliani, che iniziarono a impiantare nel territorio una serie di laure, cappelle, chiese e monasteri. Il centro crebbe d'importanza religiosa e culturale. L'arrivo dei Normanni segnò l'inizio delle successioni feudali. Nel 1812 sorsero a Laino delle società segrete che parteciparono alla cospirazione carbonara. Nel 1860 il borgo accettò, con un plebiscito, l'annessione al Regno di Sardegna. Nel 1960, a seguito di problemi di dissesto idrogeologico, il centro storico, arroccato sul colle S. Teodoro, fu dichiarato inabitabile, così cominciò lento e inesorabile il suo declino. Nel 1982, a causa di un violento terremoto, la popolazione ha dovuto abbandonare definitivamente le proprie case e trasferirsi su un pianoro poco distante, in località Pornia–Scolari, dove già erano state realizzate le prime infrastrutture e le prime abitazioni. |
| Home |
| Storia |
| Patrimonio Culturale |
| Produzioni |
| Natura |
| Ricettivitā |
| Home |
| Progetto |
| Territorio |
| Comuni |
| Calendario |
| Contattaci |